Lega Nord

Dal quotidiano "La Padania"

Nazionale / News
Inviato da Admin 27 Feb 2009 - 19:29

INPS. VITTIMA E CARNEFICE              

LE PREDAZIONI LEGALIZZATE SUBITE

Nel 1992 il governo Amato imponeva di dare attuazione alla convenzione stipulata fra Italia e Tunisia riguardante i familiari di immigrati tunisini non residenti, ma che avessero un congiunto lavoratore regolare in Italia, di esser curati in patria a spese dello stato italiano.  Secondo l'ISTAT allo 01/01/2007 i tunisini regolari in Italia erano circa 90mila e le prestazioni mediche che l'INPS doveva rimborsare riguardavano circa 300mila familiari colà residenti.  Ci auguriamo che l'attuale governo modifichi tale convenzione capestro visto che il governo Prodi nel Febbraio scorso fece orecchio da mercante alla  richiesta della Lega di rivederlo.

Gravoso è poi l'esborso per l'assegno sociale, versato per i ricongiungimenti familiari, a talune categorie, si tratta di oltre 68 milioni di Euro l'anno. E' stato anche accertato che sovente questi ricongiunti, dopo aver ottenuto "il regalo" ritornano al paese d'origine. Hanno diritto all'assegno sociale esentasse di 550,5 Euro erogato dall'INPS, richiesto con autocertificazione,  quei familiari che abbiano compiuto i 65 anni ed abbiano un reddito pro capite sotto i 5000 Euro annui. Tenendo conto di tredici mensilità si tratta di 7156 Euro l'anno.  Ciò è possibile grazie alla legge 388 promulgata dal governo Amato nel 2000. Nel solo Veneto per l'anno 2008 l'esborso sarà di circa 10 milioni di Euro. Ricordiamo che qualsiasi legge dello Stato può essere abrogata solo per referendum popolare, pertanto i parlamentari della Lega hanno presentato un emendamento al DL 112/08 nel quale si chiede che tale assegno possa essere erogato solo a quei familiari che abbiano una residenza minima in Italia di 10 anni. Politicamente questa situazione deve essere imputata alla sinistra ed ai sindacati della triplice, vuoi per un certo terzomondismo che vorrebbe che tutti i paesi sottosviluppati venissero a casa nostra, senza pensare che è giusto aiutarli a casa loro per migliorare effettivamente le condizioni di vita di tutti gli abitanti là residenti, ma molto probabilmente per mettere a frutto un vero e proprio voto di scambio: più favori per loro, più voti per i partiti di sinistra e più tessere per la triplice.

GLI ACCORDI CENTRALISTI PER GLI AMICI DEGLI AMICI

Dal 01/01/2007 grazie alla risoluzione 261/E del 21/09/08, il governo Prodi ha firmato con la direzione centrale INPS un accordo che prevede per tutti i pensionati residenti all'estero, ma con domicilio fiscale nel paese d'origine, l'obbligo del versamento delle addizionali non più al comune di domicilio fiscale bensì al comune dell'ente erogante, cioè Roma dove ha sede l'INPS. Risulta così che i 410mila titolari di pensione INPS espatriati,  anziché versare le addizionali  ai rispettivi comuni le versa sia al comune di Roma che alla regione Lazio. Così il comune di Roma incassa, con un'aliquota dello 0,5%, 6,5 milioni di Euro, mentre la regione Lazio, con un'aliquota del'1,4% (aliquota massima), incassa 18,2 milioni di Euro.  Ciò fu voluto da Prodi a beneficio dei compagni: sindaco Veltroni e  governatore Marrazzo.

LE TRUFFE SUBITE

La G.d.F.  ha pizzicato 36 magrebini che pur vivendo nei loro paesi d'origine figuravano residenti in provincia di Cremona. L'assegno sociale veniva riscosso, mediante delega,  da parenti compiacenti con permesso di soggiorno in regola. La G.d.F. ha così recuperato per il solo mese di Ottobre 5000 Euro, ma nel contempo è del parere che si tratti della punta emersa di un più vasto traffico.  Esistono permessi di soggiorno "fotocopia" che consentono a centinaia di clandestini di figurare in regola sotto falso nome. Gli ispettori dell'INPS hanno appurato il crescere a dismisura di imprese individuali o mini cooperative, intestate a stranieri extracomunitari, nel campo edile, di pulizia e facchinaggio. I titolari di queste mini imprese, dietro pagamento di una tangente da parte del clandestino, procurano un falso permesso di soggiorno e un falso posto di lavoro,  per lo stesso e per altri clandestini. Costoro non  lavoreranno mai, non verseranno un centesimo di contributi, ma potranno chiedere assegni familiari, assistenza sanitaria, ricongiungimenti ed anche la pensione. Purtroppo i controlli incrociati fra questure ed INPS non sono ancora efficienti  e se qualche imprenditore viene pizzicato, prima che inizi il processo fa a tempo a chiudere l'attività e a ricominciare da capo. Un controllo effettuato dagli ispettori INPS ha permesso di scoprire che con il codice fiscale di un dipendente di una mini cooperativa di Orio al Serio corrispondessero posizioni di lavoro a Foggia, Bergamo, Treviso e Napoli.  Un'altra truffa è quella delle mogli colf. Circa il 48% delle 740mila richieste di colf arrivano da cittadini extracomunitari. Il dato è in forte crescita dopo che il governo Prodi su proposta degli ex ministri Damiano e Ferrero ha approvato una norma che ribalta  la legge 1403 del 1971 che vietava ogni tipo di lavoro domestico fra coniugi. Il motivo che spinge l'extracomunitario a preferire l'assunzione della moglie come colf piuttosto che il ricongiungimento è dovuto al fatto che dopo qualche mese portano all'INPS la domanda di maternità. Bastano 6 mesi di contributi versati e la maternità è garantita. In pratica dopo un versamento pari a 900 Euro di contributi la moglie colf ne incasserà 6000 di maternità.



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