VITTIMISMO IPOCRITA!
Anche ai giorni nostri può succedere che una maggioranza democraticamente eletta, nell'esprimere un parere non conforme agli interessi dei poteri forti e dei loro sodali, venga esautorata, vuoi riproponendo in votazione l'oggetto del contendere fino ad ottenere quanto voluto, oppure, ricorrendo ad organismi superiori da loro controllati, per ottenere la condanna o la cancellazione del risultato non gradito.
Nella Confederazione Elvetica, contro ogni previsione dei benpensanti, hanno vinto coloro che non vogliono l'estendersi di simboli di una religione in contrasto con i propri principi, i minareti appunto, sia perché estranei al loro sentire comune, siano essi di matrice protestante piuttosto che cattolica, sia perché in contrasto con l'assieme ambientale . Ecco però che ai massoni e ai loro sodali dei poteri forti il risultato espresso della democratica consultazione non va affatto bene, perciò già si vocifera di ricorrere a quella "Corte europea dei diritti dell'uomo", nella quale chissà perché ha fra i suoi componenti un giudice turco, che già espresse il parere di far togliere i crocifissi dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici di casa nostra. In realtà non si è voluto chiarire che gli elvetici non hanno voluto proibire il culto islamico bensì solo impedire la proliferazione di quell'arma propagandistica impropria, che è il minareto, utilizzata dall'integralismo islamico a sostegno della massiccia e falsamente pacifica invasione di suoi immigrati.
Il minareto non è un elemento architettonico di origine islamica bensì l'adattamento dei campanili cristiani privati delle campane sostituite prima dalla voce del muezzin e oggi dagli altoparlanti che chiamano i fedeli 5 volte al giorno per la preghiera. Dato che nella maggior parte dei paesi europei non è possibile, per motivi di turbativa della pubblica quiete, fare ciò, il minareto diviene un simbolo per affermare la volontà islamica di sottomettere i territori extra islam; è in questo contesto che molti stati islamici finanziano la costruzione di grandi moschee utilizzando i petrodollari. Non avendo potuto sottomettere l'Europa militarmente nei secoli passati ora ci stanno riprovando con la tattica dell'immigrazione intensiva e della imponente figliolanza che prima o poi soverchierà la popolazione autoctona emarginandola. Si pensi che la grande città portuale olandese di Rotterdam ha il 40% della popolazione di religione islamica la quale è riuscita, supportata dalla sinistra, ad esprimere un sindaco musulmano. Qualora ciò non fosse sufficiente a far capire il pericolo che corre l'Europa basterebbe soppesare bene le affermazioni fatte dal premier turco Erdogan dopo il risultato del referendum svizzero: "I minareti sono le nostre baionette, le cupole sono i nostri caschi, le moschee sono le nostre caserme e i credenti il nostro esercito".
Ma se i politici europei del politicamente corretto sono votati al totale autolesionismo distruttivo della nostra civiltà, ci sorprende la levata di scudi proveniente dal mondo islamico in generale. Esso parla coralmente di attacco alla libertà religiosa. Pensate da che pulpito viene la predica, loro che proibiscono che un loro credente possa cambiare religione pena punizioni gravissime compresa la morte; loro che proibiscono la costruzione di chiese cristiane e che non tollerano matrimoni misti fra islamici e provenienti da altre fedi; loro che proibiscono ai cristiani autoctoni o provenienti da paesi occidentali di possedere, anche in casa, testi come la Bibbia o i Vangeli o simboli come i crocifissi.
Quando mai si è sentito da parte islamica qualche flebile protesta per i massacri di cristiani avvenuta nei loro paesi più o meno recentemente? Vogliamo ricordare loro la decapitazione di sette uomini avvenuta a Mogadiscio da parte di Al Quaeda? O gli otto cristiani arsi vivi a Gojra in Pakistan? O i sette fedeli crocifissi agli alberi in Sudan dove dal 2005 sono stati assassinati oltre mille cristiani? Chi sono coloro che perseguono costantemente la discriminazione religiosa? Non certo i cristiani o gli occidentali in genere. Purtroppo questi gravi fatti sono stati pressoché ignorati dalla stragrande maggioranza dei media nazionali ed europei ligi al politicamente corretto filo massonico. Prontissimi invece gli organi comunitari a stigmatizzare chi si difende dall'intolleranza islamica ma in compenso sempre pronti a soddisfare qualsiasi loro richiesta o a rimediare per qualsiasi loro protesta. Aveva ragione Oriana Fallaci a definire la Comunità europea Eurabia.
Ben venga quindi qualsiasi presa di posizione o iniziativa popolare che tenda a ribaltare questa vergognosa situazione, specialmente ora che sta crescendo nell'opinione pubblica europea una certa insofferenza a questo tentativo strisciante di neo colonizzazione.